La Babysitter si sceglie

Paese che vai, maternità che trovi

Paese a misura di… di certo non di mamma e papà se parliamo dell’Italia. Pochi incentivi statali, poca fiducia nel futuro, scarsità di strutture dedicate ai bambini, lavori spesso precari, mal pagati e che di flessibile hanno solo il numero di mesi o la data dello stipendio. Un quadro del genere non stimola di certo le giovani coppie, ma in realtà nemmeno le meno giovani, a pianificare dei figli.
Gli interrogativi più frequenti sono del tipo: ce la faremo a pagare l’asilo, il summer camp, la babysitter, le vacanze? Oltre ad interrogativi strettamente formali, ci sono poi quelli un po’ più pratici per una donna: la mia carriera professionale ne risentirà?
In ogni giovane coppia, spesso c’è poi un altro interrogativo: in quale Paese sarebbe meglio far nascere e crescere i nostri figli?  
La questione non è solo economica, quanto di opportunità: strutture adeguate, una diversa concezione della maternità, quanto questo o quel Paese potrà offrire ai nostri ragazzi di domani: università, almeno nei primi 100 posti a livello mondiale, buone prospettive occupazionali e di reddito.
Abbiamo stilato una mini-classifica, con tanto di Pro e Contro, per quelli che riteniamo essere i Paesi da prendere in considerazione.

Stati Uniti d’America

Diciamo da subito che qui la differenza la fanno due aspetti, o se vogliamo uno: il denaro disponibile per assicurazioni varie e istruzione.
Pro: assistenza sanitaria ai massimi livelli e istruzione con una qualità tra le migliori a livello mondiale. Un’economia che soffre solo di momentanee battute d’arresto.
Contro: tutto è legato al reddito a disposizione, che c’è da dire, a parità di impiego professionale tra Italia e USA, assicura comunque dei ritorni reali (servizi, istruzione, sanità) maggiori.

Germania

Ha un welfare strutturato ed efficiente, ma allo stesso tempo se paragonato a quello USA, interamente pubblico. Inoltre a livello europeo e tra le più attente ai bisogni delle famiglie e soprattutto delle giovani madri single.
Pro: se il reddito complessivo non supera determinati importi, lo Stato assicura: mensa, attività sportive e gite per i bambini. Un po’ quello che dovrebbe avvenire anche in Italia, ma qui succede sul serio! Entrambi i genitori hanno diritto a 3 anni di congedo (si avete letto bene!). Il raccordo scuola superiore/università e lavoro qui funziona. I praticantati (esempio: medico, avvocato, commercialista) garantiscono un posto di lavoro.
Contro: difficile trovarne! La lingua potrebbe esserlo e l’attuale situazione migratoria dal Nord Africa potrebbe avere delle conseguenze ora non misurabili.

Irlanda

La “Sempre verde Irlanda” lo sarà anche per i figli? Negli ultimi 15 anni la “Tigre celtica”, così la chiamano, per la sua crescita economica, si conferma come una dei Paesi con un’età media tra le più basse a livello europeo. Quindi dati i presupposti; si lo è.
Pro: in Irlanda ci sono ospedali appositamente e solo per le mamme, si chiamano “Maternity Hospital”. Se volete provarli ad immaginare sono come dei grandi reparti di ginecologia. Nei sei mesi successivi alla gravidanza tutto è gratis: qualsiasi visita specialistica, analisi, controlli vari. Tutte le mamme, indipendentemente dal reddito, hanno diritto a 26 mesi di maternità e, sempre per questi mesi, 230 euro a settimana dallo Stato (si, 920 al mese). Il salario può essere ridotto, ma non cessato, a discrezione del datore di lavoro.
Contro: quasi tutti gli asili sono esclusivamente privati e costosi, le scuole obbligatorie pubbliche sono di buona qualità, ma molte università sono private e anche le pubbliche sono costose.
Avete già qualche idea sul Paese in cui vorreste trasferirvi e in questo momento state già sognando la vostra vita con i vostri bambini su un’assolata spiaggia della California, a Central Park, a correre tra le mucche del Connemara o in Germania mentre mangiate insieme un wurstel sotto la neve? Bene condividete i vostri sogni commentandoli insieme sulla nostra pagina facebook.
Il nostro prossimo post prenderà in esame: Inghilterra, Svizzera, Paesi Scandinavi e l’amata, ma anche odiata Italia.
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